38 passi per volare oltre il lockdown

In tempo di lockdown da Covid19, è possibile ritrovare la propria vita e le proprie abitudini in un fazzoletto di 38 passi?

In questi difficili mesi ognuno di noi ha cercato di adattare la propria esistenza perchè potesse sopravvivere, più o meno comodamente, nei pochi metri quadrati che il proprio domicilio offriva.

Alcuni di noi hanno spolverato vecchi hobbies, altri se ne sono inventati di nuovi.

Ci sono poi persone che, per non rinunciare a degli aspetti fondamentali della propria vita, hanno saputo miniaturizzarli per accomodarli all’interno dei confini ristretti delle proprie quarantene.

Vittorio Martegani

Vittorio è uno di queste fortunate persone: ha dato ai momenti importanti della sua vita una nuova dimensione. Soprattutto ha regalato loro nuove ali così che potessero volare oltre il lockdown.

A Vittorio piace scrivere e con le parole racconta le sue emozioni. A Vittorio piace anche condividere i suoi pensieri con poesie, brevi racconti o semplici scritti. Non poteva quindi essere altrimenti per questa occasione.

Qualche giorno fa mi è giunta infatti una mail: allegato vi era un file word che conteneva proprio un suo scritto che ho letto con piacere e che mi ha fatto pensare.

In queste settimane, la viaggiatrice che c’è in me ha dovuto “accontentasi” di rivivere le vecchie aventure scrivendo per questo blog o elaborando video per il nostro canale YouTube. Ciò ha inevitabilmente dato un sapore nostalgico a questa mia esperienza, a volte un pochino triste, in ultima istanza.

Vittorio, invece, ha saputo dare alla sua voglia di viaggiare un’accettazione molto più particolare: romantica, forse, sicuramente fantasiosa, ma tutt’altro che nostalgica. Ha fatto di necessità virtù e l’ha vestita d’immaginazione affinché potesse spiccare liberamente il volo… con solo 38 passi di rincorsa.

Gli ho chiesto il permesso di pubblicare il suo pensiero, a testimonianza di questo strano periodo che stiamo vivendo. Spero che anche per voi possa essere d’ispirazione, così come lo è stato per la sottoscritta.

Siamo da circa due mesi agli arresti domiciliari, a causa del corona virus. Un virus altamente infettivo, che miete vittime in Italia e nel mondo.

Proibito uscire di casa per futili motivi, ma solo per comprovata necessità. È quindi permesso, compilando l’autocertificazione, andare al supermercato per fare la spesa, oppure recarsi in farmacia.

Io da sportivo incallito, palestra, corse all’aria aperta, lunghe e impegnative escursioni in montagna, mi sono adattato a reinventarmi le giornate. Ho iniziato a camminare, mantenendo una ‘quasi’ sostenuta andatura, tra le pareti di casa. 

38 passi

Quindi, una volta calcolato il percorso di ‘38 passi’ tra sala e cucina, ho indossato tuta, scarpe da ginnastica e… pronti, partenza… via!

I traguardi giornalieri si sono moltiplicati e continuano tutt’ora. Ho stabilito orari ben precisi, sia al mattino che al pomeriggio.

Inizialmente, mentre percorrevo l’insolito circuito, facevo fatica a non coglierne l’assurdità, sia la mente che il cuore parevano non accettare questo bizzarro compromesso.

Poi, accadde il miracolo… presi per mano la fantasia… e con quella magica compagna le pesanti e inaccettabili restrizioni rimpicciolirono.

I piedi s’erano trasformati in possenti ali. Ero una grande aquila che possedeva le ali della libertà. Potevo volare ovunque! E correvo, correvo… e volavo, volavo!!!

Mi trovai a correre, volando… su grandi e fioriti prati. Insetti e farfalle mi giravano attorno, mi parlavano con voci concitate: “Cosa ci fai con la tua strana corsa volo, nel nostro regno? Cosa sta accadendo agli umani…”

Io mi limitavo a rassicurare quel popolo preoccupato, dicendo loro: “Andrà tutto bene, l’allarme cesserà presto e ogni cosa rientrerà nel buon ordine del ciclo vitale!”

Le pareti di casa, tinte da visioni positive, mi condussero a passeggio nel tempo.

Panorama del Lago di Como

Ero solo un ragazzino e per la prima volta stavo volando su un piccolo aeroplano, oggi considerato un trabiccolo.

Rivissi le forti emozioni di quel lontano giorno. Mi ricordo che quel giro turistico comprendeva l’area comasca.

Volavo sopra il lago di Como. Quanti riflessi dai mille colori! Rimiravo le tante cime montane, le infinite varietà di verde della lussureggiante vegetazione boschiva.

Le lamiere di quel trabiccolo vibravano, ed io mi tenevo stretto al piccolo sedile.

Non avevo paura e cercavo di gustare ogni minuto di quell’avventura. Poi la fantasia galoppava per altri lidi verso altri traguardi da tagliare.

Così giorno dopo giorno, gustando i miei sogni pindarici, sto aspettando la fine della clausura.

“Fantasia portami via”

Il circuito dei 38 passi, tra i fischi delle marmottine e l’intenso profumo dei fiori, mi ricorda d’essere estremamente fortunato!

C’è un detto popolare che recita: “Fantasia portami via!”

Quando non corro volando, mi siedo e scrivo, ascolto musica e mi accorgo che questa pandemia sta producendo una nuova consapevolezza… il desiderio di rinascita interiore, la riscoperta di ciò che è veramente necessario e di ciò che non lo è…

Virtualmente, prendo per mano le persone che mi sono amiche, e inizio un girotondo che genera un vortice d’aria benefica che elimina il virus malefico.

Prima o poi accadrà…

E come disse Dante nell’ultimo canto dell’inferno… e quindi uscimmo a riveder le stelle.

27 Aprile 2020 – Vittorio Martegani

Frankie

Ciao, mi chiamo Francesca, per gli amici Frankie. Sono una persona che ama viaggiare e lo faccio come posso, secondo le mie disponibilità di tempo e di denaro. Amo viaggiare e amo scegliere cosa fare dei miei viaggi, senza dover rendere conto a nessuno se non al mio umore, al clima ed al cuore. Pochi sono i compagni che ho scelto, ma il migliore di tutti ha quattro zampe ed una coda scodinzolante.

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