SABBIONETA, LA CITTA’ IDEALE

Vi raccontiamo qui di un principe dalla personalità eccentrica, dall’intelletto colto e curioso, e del suo più grande sogno che di nome fa Sabbioneta, la città ideale.

Il Principe Vespasiano Gonzaga Colonna (1531- 1591) era un’anima inquieta ed illuminata, amante delle antichità ma, soprattutto, un grande seguace di Marco Vitruvio Pollione (I sec. a.C), considerato il più famoso teorico dell’architettura di tutti i tempi.

Proprio alle teorie vitruviane egli s’ispirò per dare forma alla città ideale. L’equipaggio di Pawsontravel non poteva non andare a scoprire questo piccolo gioiello cinquecentesco.

Sabbioneta, l’antica.

L’antica Sabbioneta sorgeva sopra un insediamento romano che si trovava a lato della via imperiale Vitelliana. Una lapide datata 591 d.C. e rinvenuta nel 1563, localizza qui un luogo fortificato, un oppidium. 

Nell’XI secolo furono edificati un castello e nuove mura a difesa dell’abitato. La contea autonoma passò sotto il dominio di parecchie famiglie fino al 1426, quando la Repubblica di Venezia la concesse, insieme alle sue terre e pertinenze, a Gian Francesco Gonzaga. 

Tuttavia, fu solo sotto il dominio di Ludovico Gonzaga che si ebbero nuovi lavori di ammodernamento del borgo fortificato. Egli, infatti, elesse il castello a propria residenza. Alla sua morte, Sabbioneta conservava ancora l’aspetto medievale caratterizzato da un agglomerato di abitazioni concentrate intorno a San Biagio.

Vespasiano Gonzaga: il sogno prende forma.

Infine, nel 1556, il giovane marchese Vespasiano Gonzaga decise di iniziare a trasformare il vecchio abitato in una città nuova, basata sui principi dell’umanesimo civile. Era mosso dal desiderio di creare una civitas nova da assumere a modello del buon vivere e del benessere per i cittadini residenti, che fosse anche un monumento imperituro della sua magnificenza.

Per prima cosa eresse una nuova cinta muraria, prima in mattoni, rinforzata più tardi con terrapieni per meglio affrontare i nuovi cannoni a lunga gittata.

Fu soprattutto tra il 1581 e il 1591 che la città ideale di Vespasiano prese la forma attuale.

Pianta Sabbioneta '600
Come appariva la Città ideale di Sabbioneta

La città si arricchì di eleganti edifici residenziali, quali il palazzetto detto “del Cavalleggero”, in stile veneziano, e quello detto “del Capitano”; nel 1588 venne edificato un teatro per lo svago su progetto di Vincenzo Scamozzi.

Fu eretta la parrocchiale, dedicata a Santa Maria Assunta, una chiesa dedicata alla Vergine Addolorata ed Incoronata a cui fu annesso il nuovo convento. 

Vennero tracciate nuove vie e create piazze. Si restaurò il Casino, unendolo al Castello ed arricchendolo di un giardino all’italiana e dal Corridor Grande, una lunga galleria retta da 52 possenti pilastri in cotto, deputata a custodire la collezione antiquaria del Duca.  

Nella parte nuova della città, verso Porta Imperiale, fu tracciata una via molto grande che presto iniziò ad essere il luogo d’elezione dell’aristocrazia di Sabbioneta che vi edificò palazzi dalle facciate colorate.

Per decenni, la poderosa cinta in mattoni custodì la capitale di uno dei più piccoli stati dell’Italia preunitaria, con le sue contrade disposte in ordinata trama che a loro volta custodiscono preziosi palazzi ducali e sfarzose chiese. 

Vespasiano voleva farne la città dell’arte e della cultura, una sorta di piccola Atene, ma alla sua morte iniziò subito una rapida decadenza che la spopolò, ma lasciò immutati nei secoli i suoi monumenti. 

Sabbioneta, oggi.

Oggi Sabbioneta è un comune italiano di 4.133 abitanti della provincia di Mantova, in Lombardia. È stata dichiarata nel 2008 con Mantova Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Fa parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia ed è stata insignita della Bandiera arancione del Touring Club Italiano.

Plastico planimetrico
Planimetria di come appare oggi Sabbioneta

Sabbioneta è, infatti, un piccolo gioiello urbano dal valore inestimabile: conserva pressoché intatta la struttura urbanistica, abbracciata da mura stellate e raffinati edifici rinascimentali, ed ha tra i maggiori punti di interesse le porte di accesso Imperiale e della Vittoria, la Galleria degli Antichi in piazza d’Armi, il Teatro Olimpico progettato da Vincenzo Scamozzi e decorato con affreschi di Paolo Veronese, la chiesa di Santa Maria Assunta, il Palazzo Ducale e il Palazzo Giardino. 

L’equipaggio di Pawsontravel vi ha trascorso buona parte di una giornata primaverile di giugno, appena fuori dal lock-down. In quei giorni, l’affluenza turistica era parecchio ridotta e persino il meteo e la temperatura erano perfetti. In parole povere, siamo riusciti a goderci appieno questa uscita, sotto ogni aspetto. 

A passeggio
A passeggio sotto il Corridor Grande

Presso l’ufficio del turismo abbiamo acquistato un biglietto cumulativo che ci ha dato la possibilità di visitare tutte le sue meraviglie e, cartina alla mano, abbiamo presto constatato che il Principe Gonzaga aveva davvero fatto un ottimo lavoro: Sabbioneta è una città a misura d’uomo e… di turista a piedi. 

Una caccia al tesoro

Fortunatamente era uno di quei week-end “con sorella”. Il pelosetto non poteva infatti entrare in palazzi e chiese (come è ovvio), ma alternandoci abbiamo potuto vedere praticamente tutto.

Questo sistema di muoverci all’interno delle mura della cittadella si è rivelato, di fatto, ottimale. Trattandosi infatti di piccole (preziose e bellissime) realtà, si potevano visitare con comodità in poco tempo: chi aspettava quindi fuori con Rush, poteva con comodo raccogliere informazioni sulla successiva tappa consultando la guida esaustiva comprata in loco.

È stata, in pratica, un’entusiasmante caccia al tesoro attraverso questa piccola e meravigliosa cittadella immersa in un’atmosfera rilassante ed ispiratrice.

Seguendo i numeri che appaiono sulla cartina che ci hanno consegnato, siamo andati a caccia di…

cartina turistica Sabbioneta
Caccia ai tesori armati di cartina e guida turistica

1. Palazzo Giardino o Casino

Nonostante il suo aspetto esterno richiami semplicità e sobrietà, il Palazzo Giardino stupisce appena  si varca la soglia: è infatti un susseguirsi di stanze ove è raccolto un ciclo di affreschi di grande pregio, dedicati alle virtù politiche e militari, realizzati da Bernardino Campi.

Incastonato tra il palazzo stesso e le mura di cinta, ecco un piccolo quanto grazioso giardino all’italiana, sapientemente recuperato di recente. Residenza privata e luogo dell’otium del duca, il Palazzo di Giardino sorge tra la Galleria degli Antichi e il “Corridor piccolo”.

2. Colonna Dea Pallade

Al centro di Piazza d’Armi si staglia la Colonna di Minerva, monumento di marmo botticino, realizzato nelle cave bresciane intorno al 1583. Nel 1584 l’opera fu provvista di una base e di un capitello bronzei realizzati dallo scultore Andrea Cavalli. La statua posta all’estremità della colonna è un pregevole pezzo archeologico acquistato sul mercato antiquario dal duca nel 1773.

Galleria degli Antichi
La Galleria degli Antichi, detta anche Corridor Grande

3. Galleria degli Antichi

Voluta da Vespasiano per custodire i suoi pezzi da collezione, la Galleria degli Antichi, è un vasto corridoio edificato su un lato del Palazzo Ducale, in cui si possono ammirare decorazioni ad affresco, e figure allegoriche dei fratelli aretini Giovanni e Alessandro Alberti.

4. Teatro all’Antica

Teatro Antico
La Facciata del Teatro Antico

Edificato tra il 1588 e il 1590 dall’architetto vicentino Vincenzo Scamozzi, il Teatro all’Antica o Teatro Olimpico, è il primo teatro in Italia progettato per vivere di vita propria, non vincolato quindi a edifici già esistenti. Lo schema interno richiama quello dei teatri classici: il semicerchio con le gradinate della cavea, l’orchestra rettangolare e il palco sopraelevato con la scena fissa privo di arcoscenio.

Sulla facciata lungo la cornice marcapiano è possibile ancora oggi ammirare la dicitura latina: “Roma quanta fuit ipsa ruina docet“, ossia “le stesse rovine insegnano quanto fu grande Roma“.

5. Palazzo Ducale

Il Palazzo Ducale è collocato in posizione privilegiata, a ovest della Piazza Grande (Piazza Ducale), centro della vita pubblica e luogo del mercato, quindi del commercio e degli scambi. Un tempo era collegato per mezzo di alcuni cavalcavia agli edifici adiacenti, nei quali erano situati degli uffici ausiliari. 

Palazzo Ducale

Fu ricostruito nel 1559 dopo che un incendio lo aveva danneggiato gravemente e divenne la residenza ufficiale dei Signori di Sabbioneta nonché l’edificio di rappresentanza della città fino al 1968.

Tra gli edifici più antichi della città, Palazzo Ducale si presenta come un grande complesso cinquecentesco a due piani. Il secondo piano ospita, in particolare, la Sala delle Aquile in cui spiccano le quattro statue equestri in legno a grandezza naturale e la Sala di Diana ed Endimione con preziosi dipinti a secco di Bernardino Campi.

Impressionanti sono i soffitti lignei dorati della Sala dei Dardi e della Sala del Duca (Sala d’Oro), così come altrettanto mirabili sono quelli policromi della Sala degli Imperatori. Che dire poi della Galleria degli Antenati: nel fregio, i bassorilievi degli antenati sembrano affacciarsi a delle finestre, creando suggestivi giochi di luce. La volta è invece affrescata con raffinate grottesche ed impreziosita da stucchi.

6. Chiesa della Beata Vergine Incoronata e Mausoleo Vespasiano

Tra il 1586 e il 1588 sui resti della Chiesa di San Niccolò, venne edificata la Chiesa della Beata Vergine Incoronata, un edificio a pianta ottagonale ispirato a modelli lombardi del XV secolo. Le decorazioni sono opera di allievi della Scuola di Antonio Galli da Bibbiena.

Chiesa dell'Incoronata
Il gioco della staffetta davanti alla Chiesa dell’Incoronata

La grande cupola la fa da padrone. È composta da otto grandi spicchi e la quadratura (tecnica pittorica di prospettiva illusionistica) che ne ricopre le superfici interne venne dipinta soprattutto dal pittore ferrarese Francesco Borelli, morto cadendo dai ponteggi.

Nel 1593 la chiesa divenne il mausoleo dove riposano le spoglie di Vespasiano e di gran parte della famiglia Gonzaga. Il monumento dedicato a Vespasiano lo ritrae nelle vesti e nella posa di un antico imperatore romano. In questa immagine idealizzata, lo si rappresenta oltre che come un uomo d’arme, suggerita dalla mano destra sollevata in un gesto allocutorio, anche come un raffinato umanista, come il libro stretto nella mano sinistra vuole suggerirci.

7. Museo del Ducato (e dell’Arte Sacra)

Lo abbiamo trovato, purtroppo, chiuso. Vi sono conservati preziosi dipinti e statue lignee a soggetto religioso, ostensori, paramenti liturgici, una teca con i tesori in argento e oro e persino un organo del ‘500. Insomma: sarebbe stato davvero bello potervi entrare.

8. Chiesa di Santa Maria Assunta

La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta fu edificata alla fine del Cinquecento, per volontà di Vespasiano Gonzaga. La facciata principale è composta da paramenti marmorei bianchi e rosa mentre gli interni sono opera di Antonio Bresciani.

Piazza Ducale
Piazza ducale con la Chiesa dell’Assunta

La Cappella del Santissimo fu realizzata da Antonio Galli Bibiena e la torre campanaria venne eretta dopo la morte di Vespasiano, secondo il progetto di Ferdinando Galli Bibiena.

Purtroppo, l’abbiamo trovata chiusa, ma dalle immagini della guida, gli interni sembrano essere favolosi.

9. Chiesa di San Rocco

Originariamente era l’Oratorio di San Rocco, di dimensioni molto modeste, che già sorgeva nell’antico borgo medievale. Divenne la sede della Confraternita dei Disciplini, cui Isabella Gonzaga, figlia di Vespasiano, era molto devota. Per suo volere, fu ampliata e fu costruita l’attuale facciata. Alla metà del Seicento vi furono custoditi ben 516 reliquiari contenenti i resti di molti martiri cristiani. A questo scopo, sopra gli altari furono ricavate delle nicchie dietro alle pale. In pratica, i quadri divennero delle ante che, in particolari occasioni, venivano aperte per l’ostensione delle reliquie.

Nel 1936 le reliquie furono traslate all’interno della cappella del Santissimo Sacramento. L’edificio sconsacrato divenne prima un magazzino, poi un opificio ed infine un garage, fin quando, nel 1981, fu riportato al suo originario splendore, diventando una sede distaccata del Museo d’Arte Sacra.

10. Sinagoga di Sabbioneta

La Sinagoga
La Sinagoga

Già fin dal 1436 era presente a Sabbioneta una piccola comunità ebraica.

La Sinagoga di Sabbioneta, luogo di culto della comunità ebraica della città, fu costruita nel 1824, probabilmente su progetto dell’architetto Carlo Visioli. Nel 1840 furono eseguiti gli stucchi della volta dall’artista Pietro Bolla. Dopo un lungo periodo di inattività, oggi l’edificio è aperto al pubblico.

15. Cinta muraria

Sotto il governo di Vespasiano, essa non fu solamente tollerata, ma addirittura protetta: non vi fu mai un ghetto e non si verificarono episodi di gravi intolleranze. Al contrario, fu per questa piccola comunità un periodo di grande splendore.

Grazie ad abili ingegneri ed esperti architetti, Vespasiano nella seconda metà del Cinquecento riuscì a realizzare una cinta muraria a forma di esagono irregolare con sei bastioni a cuneo, progettata da Girolamo Cattaneo e dal piacentino Bernardino Panizzari detto il Caramosino.

Porta Vittoria
Porta Vittoria

Due erano le porte ufficiali della cittadella. La più antica è la Porta della Vittoria, sobria ed imponente, costruita nel 1562. È rivolta verso Milano, allora la sede del governatorato spagnolo. Originariamente aveva due ponti levatoi: uno carrabile, corrispondente all’apertura centrale, ed uno minore, corrispondente alla posterla destra.

La Porta Imperiale, creata nel 1579 fu dedicata all’imperatore Rodolfo II d’Asburgo, e inserita nella cortina delimitata dai bastioni Sant’Elmo e San Giorgio.

A fine giornata, abbiamo realizzato ancora una volta che non bisogna andare molto lontano per incappare in patrimoni eccezionali. Che ci sia di monito per le prossime avventure all’insegna, in primis, dell’italianità, e, certamente, anche della prossimità.

Alcune dritte.

Vi è un comodo parcheggio a sud del borgo, in Via Alcide De Gasperi. Quasi di fronte c’è persino una piccola Area Sosta comunale per camper: niente elettricità, ma scarico e carico acqua. In ambo i casi, facile l’accesso al centro per Via Giulia Gonzaga che vi porterà direttamente in Piazza d’Armi.

Noi abbiamo posteggiato nel parcheggio del cimitero comunale, proprio davanti alla Porta Vittoria. Qui ci sono anche un paio di bagni ben tenuti e puliti.

Per tutti i dettagli e per ricevere informazioni dettagliate e precise, si può contattare l’Infopoint di Sabbioneta allo 0375.221044 oppure scrivere a sabbioneta@coopculture.it

L’Infopoint è a disposizione per le visite guidate, gli eventi e tutte le informazioni del territorio. Per altre informazioni e contatti ecco il sito di Visit Sabbioneta.

Sabbioneta è un borgo Bandiera arancione Tci: leggi la scheda di Sabbioneta sul sito di Bandiere arancioni, insieme agli approfondimenti sul borgo!

Frankie

Ciao, mi chiamo Francesca, per gli amici Frankie. Sono una persona che ama viaggiare e lo faccio come posso, secondo le mie disponibilità di tempo e di denaro. Amo viaggiare e amo scegliere cosa fare dei miei viaggi, senza dover rendere conto a nessuno se non al mio umore, al clima ed al cuore. Pochi sono i compagni che ho scelto, ma il migliore di tutti ha quattro zampe ed una coda scodinzolante.

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